diario d'officina serata d'autunno incalzante. per la prima volta di nuovo, stasera il portone di legno che già ha accolto "cose di noi" torna a schiudere i suoi battenti. e si ritrovano percorsi... odori... suoni... ancora trame di un discorso interrotto. mai spezzato. la luce fredda di neon si scalda scivolando lungo i muri d'avorio pregni ancora di emozioni vissute. stasera di nuovo voci ricominciano ad inseguire sorrisi. i sorrisi le voci. occhi nuovi scrutano... e ritualmente si ripetono gesti mai rituali. riprendiamo il cammino. semplicemente. semplicemente. senza scarpe di nuovo... . . . . . . . . . . . . . . di nuovo l'ultimo ad andare via. di nuovo la sala buia. ma non è vuoto. come luminescente foschia riprende forma, né basta a se stessa, la voglia di forgiare emozioni. e donarle. e la sento addosso. e si richiude alle mie spalle dopo aver ceduto ai miei passi che la fendono. per un attimo mi giro... allungo una mano... fino a quanto illusoria la sensazione di "tenere" tra le dita l'inconsistente essenza che ci farà essere qui ancora domani? le voci dei ragazzi... di fuori... sorridendo ritorno a chiudere il pesante portone di legno... index |  | lunedì, 3 ottobre 2005 una nuova pagina. nuove parole... le prime. è già altre fanno ressa. parole che ambiscono una "loro" luce... l'essere state eventi, non importa se piccoli o grandi, ma eventi, ancor prima d'essere verbo. parole che si tramutano in fatti... fatti da cui scaturiscono emozioni... emozioni che anelano ad essere accolte... e accolte, poi vivere... cominciamo a dialogare così... naturalmente. dopo un abbraccio che dice la voglia di ritrovarsi... e mani che si stringono in un "benvenuto" non di circostanza... racconto un po' di storia. chi siamo... da quanto... perché... e soprattutto dove andiamo. episodi tornano in mente. si sorride. non sappiamo ancora in quanti saremo. qualcuno ritarda. qualcuno manca. continuiamo ancora a parlare finché prevarica la voglia di fare. di nuovo buia la sala. di nuovo le luci sulla pedana. e sembra udire vecchi e nuovi ingranaggi che adesso iniziano a segnare le ore delle officine teatrali. si improvvisa. una scarpa slacciata... per strada... in un pub... in una mostra, tra gente affettata. e ritornano intatti i nostri mille perché... spezzare gli attimi per rubarne ogni verità. ed assorbirla. per costruirne di nuove, di verità. e restituirle, poi... ancora. guardo. li ascolto. riconosco espressioni che sapevo. mi sorprendono, nuove. un soffio. tre mesi d'estate, nient'altro che un soffio... volevamo soltanto parlare, stasera. in un istante è già mezzanotte. via le luci... abbiamo già reiniziato... .......next back |