diario
d'officina
si smettono gli abiti del mattino.
le scarpe. per prime le scarpe.
uno zaino, la borsa, la tracolla.
ne sfilo via - senza fretta - indumenti che calzo sui miei
pensieri
che striano di ombre e di luci una pedana spoglia. nuda.
il silenzio. e il respiro. sono la misura dei miei passi.
sparigliate giungono poi le prime voci.
saluti, sorrisi, passi di corsa.
ed ognuno, non diversamente da me,
ritualmente e mai per abitudine, via le scarpe.
per prime, via le scarpe.
e la pedana è già palcoscenico.
una cantina, teatro.
e si muovono i primi passi dentro le officine teatrali.
.
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.
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sono l'ultimo ad andare via.
spengo le luci.
ho fatto ordine.
poi sento ancora un clic-clac. è dentro o fuori di me?
sorridendo chiudo il pesante portone di legno...
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lunedì, 24 gennaio
stasera nini verrà in ritardo.
un motivo serio lo trattiene: essere accanto a sua madre
che ha appena subito un’operazione.
non c’è lui ad accoglierci
e la sua mancanza si sente
già dalle piccole cose...
la stufa a gas che non riusciamo ad
accendere.
qualcuno manca: influenza.
flora è stanchissima.
non farà lezione ma ci
terrà compagnia per un po’.
la sua simpatia è un bel dono per tutti.
tappetini in terra.
rilassamento in penombra.
lievi massaggi circolari della dita sulle tempie di ognuno.
controllo
del
respiro.
alessandro è un po’ irrequieto.
maria sembra essere sul punto
di
addormentarsi.
di nuovo massaggi.
ma a partire dal centro delle
sopracciglia
per espandersi sulla fronte.
i lineamenti di valentina sembrano
sorridere
al
contatto dei miei polpastrelli.
la lezione tecnica ha inizio con i consueti esercizi di respirazione. donatella si è rilassata troppo,
al punto che le è difficile
concentrarsi.
diaframma... vela... fiato... nebbia...
e il termosifone mobile
equidistante
da ognuno.
finalmente nini arriva.
è stanco. inevitabilmente.
riprende il posto che è suo.
io torno tra gli altri compagni.
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trovo questa mail stasera...
non avevo avuto tempo prima di leggere...
non ha importanza stasera, il diario...
non altre parole...
grazie, cesira.
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