diario
d'officina
si smettono gli abiti del mattino.
le scarpe. per prime le scarpe.
uno zaino, la borsa, la tracolla.
ne sfilo via - senza fretta - indumenti che calzo sui miei
pensieri
che striano di ombre e di luci una pedana spoglia. nuda.
il silenzio. e il respiro. sono la misura dei miei passi.
sparigliate giungono poi le prime voci.
saluti, sorrisi, passi di corsa.
ed ognuno, non diversamente da me,
ritualmente e mai per abitudine, via le scarpe.
per prime, via le scarpe.
e la pedana è già palcoscenico.
una cantina, teatro.
e si muovono i primi passi dentro le officine teatrali.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
sono l'ultimo ad andare via.
spengo le luci.
ho fatto ordine.
poi sento ancora un clic-clac. è dentro o fuori di me?
sorridendo chiudo il pesante portone di legno...
index
|
 |
lunedì, 7 febbraio
seduti intorno alla stufa.
maria per ultima è già scesa dal palco.
abbiamo dialogato a lungo.
io giù. lei su.
sul ruolo che svolga la "tecnica" nell'interpretazione...
sull'importanza e sui limiti che reca insiti in sé.
su un percorso appena iniziato.
su piccoli eventi che non smettono ogni volta
di rivelarsi.
un po' di più.
è tardi.
dovremmo andare.
invece restiamo ancora lì.
ancora seduti attorno a quella piccola stufa.
cominciano a dialogare tra loro.
li ascolto.
nessuna giudica alcuno.
ma - insolito per il teatro - li scopro darsi consigli...
analizzarsi...
come se nessuno avesse perso un attimo di nessuno.
si comincia a parlare di se stessi.
insicurezze... ambizioni... dubbi...
piccole frasi che danno senso al loro essere qui.
al nostro - di tutti - essere qui.
ma non semplicemente come una "presenza".
un senso di appartenenza a qualcosa che in realtà non esiste.
quante volte mi sono chiesto
cosa sono davvero le officineteatrali.
un'idea... un'utopia... una scelta...
nulla di tutto questo.
le officineteatrali adesso mi stanno lì di fronte.
sedute intorno ad una stufa che funziona a tratti.
in un reciproco scegliersi che è un sottilissimo
- intimo -
per ognuno diversissimo, legame.
abbiamo lavorato tanto stasera.
ma in quest'istante qualcosa ha più importanza.
sistemiamo le sedie.
raccattiamo le carte della cioccolata
che ha accompagnato questa sera.
ognuno torna a spogliarsi...
o ad indossare il costume di ogni giorno.
sfilo la mia felpa nera.
l'ho indossata stasera per la prima volta.
un regalo.
reca cucita sul cuore la scritta officineteatrali,
compresa tra una maschera che ride ed una che piange.
il teatro.
e stasera sono io ad aver imparato di più.
.......next
back
|