diario
d'officina
si smettono gli abiti del mattino.
le scarpe. per prime le scarpe.
uno zaino, la borsa, la tracolla.
ne sfilo via - senza fretta - indumenti che calzo sui miei
pensieri
che striano di ombre e di luci una pedana spoglia. nuda.
il silenzio. e il respiro. sono la misura dei miei passi.
sparigliate giungono poi le prime voci.
saluti, sorrisi, passi di corsa.
ed ognuno, non diversamente da me,
ritualmente e mai per abitudine, via le scarpe.
per prime, via le scarpe.
e la pedana è già palcoscenico.
una cantina, teatro.
e si muovono i primi passi dentro le officine teatrali.
.
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sono l'ultimo ad andare via.
spengo le luci.
ho fatto ordine.
poi sento ancora un clic-clac. è dentro o fuori di me?
sorridendo chiudo il pesante portone di legno...
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venerdì, 26 novembre
da subito domande.
- "come è andata?..."
e l'emozione vissuta durante il primo stage
delle officineteatrali in germania non è più solo mia.
comunicare al di là di una lingua.
legami forti intorno a qualcosa di esilissimo,
come l'idea di un teatro,
si creano in un attimo.
ed io vorrei sapere le parole per dirli.
continueremo.
solo questo.
e credo mi si leggano ancora negli occhi, la stima, i sorrisi,
i gesti di un'amicizia semplice, immediata,
che hanno scandito i giorni di lavoro a gaggenau.
riprendiamo il nostro lavoro.
stasera finalmente cominciamo a lavorare con la voce.
i primi vocalizzi.
incerti... tremanti... certamente flebili...
- "attenti a non graffiare... non sforzare..."
- "sento il diaframma irrigidirsi... non succede quando respiro..."
e li vedo mettere insieme come tasselli di un mosaico
le esperienze già acquisite...
e la rabbia, anche. perché improvvisamente parlare
non è più il "dire" di ogni giorno.
spegniamo la luce della sala.
sul palcoscenico scorrono improvvisazioni
che sono attimi di quotidianità.
e si intrecciano tra loro frasi identiche e opposte...
- "ma io nella vita sono davvero così!"
- "ma io nella vita sono davvero così?"
ed è più intenso, adesso, il profumo di teatro
che si sprigiona dalle pareti del laboratorio...
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